Desiderando appurare la presumibile importanza storica e archeologica di questi luoghi, ci rivolgemmo alla sede del Parco Regionale “Campo dei Fiori”, dove ci venne suggerito di procurare un documento ufficiale, redatto da un archeologo di sicura fama, il quale attestasse la validità di quanto andavamo prospettando.

Su consiglio di padre Mizzi, che mostrò grande rispetto verso gli eventuali studi archeologici, ci si rivolse all’Università Cattolica di Milano (fondata dal francescano padre Agostino Gemelli), e specificamente alla titolare della cattedra di archeologia, professoressa Silvia Lusuardi Siena.

Essa si rivelò già esperta in antichità lombarde, avendo essa iniziato anni or sono gli scavi di Castelseprio (località a pochi chilometri da Varese), che riguardavano l’epoca longobarda. In breve avemmo la certezza che nessuno meglio di lei avrebbe potuto dedicarsi a questi studi, e nessuno meglio di lei avrebbe potuto collegare fra loro notizie dell’epoca romana e longobarda con quella francescana. Cioè, a nostro avviso, nessuno meglio di lei sarebbe stato in grado di fare le cose giuste, senza spreco di soldi e di tempo, per eventuali ricerche sul monte San Francesco.
Cosa ancora più importante, essa, nel pieno rispetto della sua scienza archeologica e del suo sentimento ecologico, avrebbe saputo in quale modo muoversi nell’ipotesi di scavi parziali e successivi , senza recare danno da un lato alle necessità pratiche del suo lavoro, e senza offendere dall’altro le prospettive di visite o manifestazioni che potrebbero svolgersi su questo monte dedicato a Francesco e ai “Giardini di frate Sole”.
(Oltre a questo, quando ci mettemmo in contatto con lei, la professoressa Lusuardi si stava occupando di Francesco Grande, la più ampia chiesa milanese dopo il Duomo, rimasta in vita per secoli, finché non venne ridotta a caserma da Napoleone nel 1806: questo perché, recentemente acquistata dall’Università Cattolica di Milano per il suo ampliamento, si stanno ora apprestando le opere necessarie alla sua conversione in sede universitaria.)

Il 10 gennaio 2002, in una limpida giornata invernale che permise un accurato sopralluogo nel bosco ceduo che ora contorna i ruderi, la professoressa Silvia Lusuardi Siena si recò sul posto - accompagnata da un suo assistente, dottor Andrea Bertani, da due nostri rappresentanti e dall’allora assessore alla Tutela ambientale del Comune di Varese – per verificare l’esistente.
Dopo altri sopralluoghi avvenuti nel corso della primavera e dell’estate sul monte San Francesco, effettuati con l’aiuto del suo assistente, la professoressa fu in grado di inviarci questa lettera:

UNIVERSITA CATTOLICA DEL SACRO CUORE
20123 - Milano - Largo A. Gemelli, 1

ISTITUTO DI ARCHEOLOGIA IL DIRETTORE


Milano, 11 novembre 2002

EgregioÉ,
facendo riferimento ai colloqui intercorsi e al sopralluogo effettuato in loco, provvedo ad inviarLe una prima considerazione circa l'interesse di San Francesco in Pertica.
Il sito denota infatti caratteri di particolare interesse storico-archeologico che abbracciano un ampio orizzonte cronologico. Gli studi sulla frequentazione medievale del luogo, con la presenza francescana testimoniata già dal "Liber Notitiae Sanctorum Mediolani" nella seconda metà del XIII secolo, possono fornire importanti indicazioni sulle prime modalità di diffusione dei frati minori.
Inoltre la vicinanza con l'importante santuario di S. Maria del Monte, gli indizi toponomastici, testimoniati anche da documenti scritti antecedenti la presenza francescana, e la particolare morfologia del luogo autorizzano ad ipotizzare una frequentazione più remota, ricollegabile ad una funzione di presidio sulle direttrici viarie per Castelseprio, centro fortificato di particolare rilevanza in età tardoantica e altomedievale.
Sarebbe quindi auspicabile un'indagine approfondita e un rilevamento dei resti che permetta di verificare la fondatezza delle ipotesi desumibili dalle fonti e da un primo esame delle strutture ancora visibili che, per quanto allo stato attuale leggibili con difficoltà, potranno fornire importanti dati sull'evoluzione insediativa del sito.

Con i migliori saluti
prof.ssa Silvia Lusuardi Siena


Naturalmente, copia di questa lettera venne prontamente consegnata alla Provincia di Varese e alla sede del Parco Regionale “Campo dei Fiori”, che l’aveva a suo tempo richiesta: senza risposta e risultati.



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