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Salvatore Furia è nato a Catania nel 1924. Dal 1940 vive e svolge la sua attività a Varese. È professore presso l'Università degli Studi di Pavia e possiede una laurea in Scienze Naturali presso l'Università americana degli Studi Internazionali "Pro Deo" di Albany (N.Y.).
(...) Mi piaceva tutto e di tutto mi innamorai: la montagna, le valli, il lago, i boschi, i giardini (...) Quegli archi monumentali con le cappelle sul vialone che sale al Santuario di Santa Maria del Monte. (...) Ma l'incontro foriero di un grande impegno della mia vita fu quello con Vetta Paradiso. (...) Raggiunsi un piccolo spazio, che trent'anni dopo io stesso avrei allargato facendo saltare con il tritolo le rocce sino a realizzare l'attuale belvedere.(...) Un fitto sottobosco di liburni, di noccioli e di biancospini si opponeva alla marcia lungo l'ascesa. D'un tratto mi trovai su un prato d'erbe alte e rinsecchite in ripido pendio. Ero al limite di un bosco di abeti rossi e larici giapponesi, a circa duecento metri dalla Vetta Paradiso; chiazze di rovi diffusi lungo un tortuoso sentierino. Raggiunta la cresta il sentierino continuava per poi perdersi nel fitto di un altro bosco di abeti. Il luogo dove giunsi si apriva su uno scenario mozzafiato, la catena alpina, la pianura padana, i paesi e le città non ancora conosciute e la grande Milano, le valli e i laghi. Un paesaggio così vario e così importante non poteva essere raggiunto da un giovanetto come me, era troppo bello, era inimmaginabile, incredibile, fantastico, sentivo tanta voglia di gridare dalla gioia... Scesi al tramonto da lassù con le gambe e le braccia segnate dai rovi. Dalle alture dell'Etna avevo ammirato le balze di stupendi giardini degradanti verso il mare, il grande golfo di Catania e la pianura del Simeto, in estate inondata da una mare giallo di spighe di grano. Qui, a Vetta Paradiso, tornai più volte e trascorsi molte notti al lume delle stelle visibili sino alla sesta grandezza.(...) Forse quassù si poteva costruire un Osservatorio Astronomico Popolare aperto alle scolaresche, comitive, gente qualsiasi, turisti... Che sogno! (...) Risalivo, talvolta, anche con la nebbia e la pioggia ed era bello anche quando era brutto. Lungo l'irto sentiero dalla terra si levavano odori di foglie, di funghi, d'erbe, d'aromi e di licheni. Quante volte ho ascoltato con il volgere delle stagioni le voci della natura: l'usignolo o il cuculo qua e là tra le valli, nelle notti il grido stridulo della civetta o il borbottio del gufo o il lamento del barbagianni. All'alba, d'inverno, una spessa coltre di neve faceva "Canada". Pernottavo sotto gli abeti nello stesso luogo dove, trentaquattro anni dopo, sarebbe sorto l'Osservatorio Astronomico e non solo... (...) Sogno e realtà erano per me orizzonti immensi, sconfinati: le Stelle e l'Universo divennero negli anni messaggeri del Creato dentro il quale si svolge il mistero della nostra origine e del nostro destino. Oggi sulla Vetta Paradiso di Capo dei Fiori la tecnologia avanzata e l'analisi digitale rendono possibile l'osservazione con il computer di oggetti un tempo nemmeno ipotizzabili. (...) Il 20 settembre 1956 nasceva a Varese l'Associazione Astronomica Dilettanti Varese. Il sindaco Lino Oldrini, tra gli uomini politici fu il primo a ritenere fondata l'ipotesi e l'impegno a realizzare sulla Vetta Paradiso un centro popolare divulgativo di Scienze della Natura a favore dell'utilizzo del "tempo libero dei giovani". Erano gli anni di "gioventù bruciata" e delle inquietanti trasformazioni della civiltà dei consumi. Si profilava incipiente la devastazione ambientale a livello mondiale. (...) Domenica 27 ottobre 1957 il sindaco Lino Oldrini dichiarò: "Presto Varese avrà il suo Osservatorio; metteremo a sua disposizione i tecnici comunali per stendere un progetto.(...) Caro Furia, lei ha un grande carisma, sono certo che troverà terreno e finanziamento."(...) Il 3 giugno 1960 giunsero due notizie: una dal signor Sai Vita, già desideroso di finanziare la costruzione dell'Osservatorio di Vetta Paradiso, che aveva deciso di depositare la somma necessaria, l'altra del prof. Zagar che mi proponeva di seguirlo a Cape Canaveral dove la NASA mi avrebbe offerto un posto di selenografo (esperto della superficie lunare) proprio per la ricerca dei siti di allunaggio. Naturalmente rinunciai alla missione USA a favore di Campo dei Fiori. La cosa non fu gradita in diversi ambienti scientifici e in quello famigliare. L'incarico sarebbe stato prestigioso anche per il nostro Paese. (...) Nel 1961 Italia Nostra presentava alla "Mostra Nazionale Italia da Salvare" il mio primo progetto di formazione di un parco intercomunale che comprendesse tutti i Comuni gravitanti sul massiccio del Campo dei Fiori e che doveva divenire baricentro di un più vasto orizzonte protettivo di aree notevoli sotto il profilo vegetazionistico e paesaggistico.(...) Il 13 febbraio 1963 si costituiva la Società Astronomica "G.V.Schiaparelli". Nel suo Statuto ho trasfuso la più nobile finalità: creare un ponte di comprensione tra la scienza e il popolo, fornire ai giovani gli strumenti e i luoghi dove impegnare il proprio tempo libero in attività di studio, di ricerca, di lavoro e di rispetto per le opere della natura. (...) Ai miei "giovani" l'incoraggiamento a progredire e a confrontarsi con la Società civile che cambia. Perché con coraggio e con speranza tramandino ai giovani che non conosciamo, ma che esistono nel nostro futuro, l'esortazione a diffondere l'amore per la ricerca della Verità.
CARTINA Sul punto più alto del dorsale del Campo dei Fiori, Vetta Paradiso, è situata "La Cittadella di Scienze della Natura", fondata dal professor Furia.
CARTINA SENTIERO E-1 | ||||||||