Una felice - ma forse in parte curiosa, e comunque indicativa - coincidenza vuole che proprio 300 metri sopra il monte San Francesco, sulla cima del Parco Regionale Campo dei Fiori, detta Vetta Paradiso (che ricorda il nome di Colle Paradiso su cui sorge la Basilica di Assisi; Vetta Paradiso che è alta 1226 metri, come l'anno in cui morì Francesco), si trovi da qualche decennio quella Cittadella di Scienze della Natura voluta e fondata dal professor Salvatore Furia, dove egli studia e crea e lavora instancabilmente da 63 anni.
Egli, come ben sa chi lo conosce, ama e insegna a tutti il suo amore per la natura intera con l'intensità di un continuo sogno.
Era perciò logico che Pro Mundo, desiderando trovare a fianco di padre Mizzi un patrocinatore scientifico e laico per i "Giardini di frate Sole", si rivolgesse a questo uomo speciale: appollaiato lassù, fra le sue stelle, portavoce del cielo e dei suoi misteri, studioso delle erbe e dei fiori, limpida, appassionata particella nel pulviscolo dell'eternità.

Salvatore Furia è nato a Catania nel 1924. Dal 1940 vive e svolge la sua attività a Varese. È professore presso l'Università degli Studi di Pavia e possiede una laurea in Scienze Naturali presso l'Università americana degli Studi Internazionali "Pro Deo" di Albany (N.Y.).
Autore di pubblicazioni e articoli di divulgazione nell'ambito delle Scienze Naturali, ha conseguito prestigiosi riconoscimenti da Associazioni ed Enti culturali italiani e stranieri per i suoi meriti di studioso naturalista e difensore del patrimonio ambientale, tra cui uno del Sacro Convento di Assisi. È ideatore e promotore del "Parco Regionale del Campo dei Fiori", nonché della formazione dei Parchi del Ticino, delle Pinete di Tradate e del Parco circumlacuale del Lago di Varese. Nel 1956 ha fondato la Società Astronomica "G.V. Schiaparelli" Centro Popolare Divulgativo di Scienze della Natura".




Grazie al libro "VARESE - Cinquanta modi di descrivere la città" pubblicato nell'ottobre 2000, a cura di Carlo Meazza, possiamo qui riprodurre alcuni brani delle emozionanti pagine che il professor Furia ha dedicato ai suoi ricordi, che hanno qui inizio dal tempo della guerra:

Un sogno tra rocce, fiori e stelle
Avevo quindici anni. All'alba del 1° ottobre 1940 scendevo dal treno Milano-Porta Nuova-Varese. (...) Con la mia piccola valigia in mano, scorsi sul fondo di un cielo azzurrissimo una montagna che dominava questa città silenziosa, pulita, senza grandi palazzi. La montagna aveva un mantello di boschi d'un verde scuro, con piccole chiazze gialle, verdine e arancioni a formare un campionario policromo di un fascino mai conosciuto.(...) Certo quella montagna non era né grande né maestosa quanto l'Etna, ma era tutta un'altra cosa...
(...) Eccolo là il lago, sulle rive tante barche, adagiate sul fianco, in secca, sullo sfondo una limpida visione di montagne innevate. Che batticuore!! Acque calme, blu a fare da specchio ai vicini colli. Esclamai: "Ma sono le Alpi?!"

(...) Mi piaceva tutto e di tutto mi innamorai: la montagna, le valli, il lago, i boschi, i giardini (...) Quegli archi monumentali con le cappelle sul vialone che sale al Santuario di Santa Maria del Monte. (...) Ma l'incontro foriero di un grande impegno della mia vita fu quello con Vetta Paradiso. (...) Raggiunsi un piccolo spazio, che trent'anni dopo io stesso avrei allargato facendo saltare con il tritolo le rocce sino a realizzare l'attuale belvedere.(...) Un fitto sottobosco di liburni, di noccioli e di biancospini si opponeva alla marcia lungo l'ascesa. D'un tratto mi trovai su un prato d'erbe alte e rinsecchite in ripido pendio. Ero al limite di un bosco di abeti rossi e larici giapponesi, a circa duecento metri dalla Vetta Paradiso; chiazze di rovi diffusi lungo un tortuoso sentierino. Raggiunta la cresta il sentierino continuava per poi perdersi nel fitto di un altro bosco di abeti. Il luogo dove giunsi si apriva su uno scenario mozzafiato, la catena alpina, la pianura padana, i paesi e le città non ancora conosciute e la grande Milano, le valli e i laghi.

Un paesaggio così vario e così importante non poteva essere raggiunto da un giovanetto come me, era troppo bello, era inimmaginabile, incredibile, fantastico, sentivo tanta voglia di gridare dalla gioia... Scesi al tramonto da lassù con le gambe e le braccia segnate dai rovi. Dalle alture dell'Etna avevo ammirato le balze di stupendi giardini degradanti verso il mare, il grande golfo di Catania e la pianura del Simeto, in estate inondata da una mare giallo di spighe di grano. Qui, a Vetta Paradiso, tornai più volte e trascorsi molte notti al lume delle stelle visibili sino alla sesta grandezza.(...) Forse quassù si poteva costruire un Osservatorio Astronomico Popolare aperto alle scolaresche, comitive, gente qualsiasi, turisti... Che sogno! (...) Risalivo, talvolta, anche con la nebbia e la pioggia ed era bello anche quando era brutto. Lungo l'irto sentiero dalla terra si levavano odori di foglie, di funghi, d'erbe, d'aromi e di licheni. Quante volte ho ascoltato con il volgere delle stagioni le voci della natura: l'usignolo o il cuculo qua e là tra le valli, nelle notti il grido stridulo della civetta o il borbottio del gufo o il lamento del barbagianni.

All'alba, d'inverno, una spessa coltre di neve faceva "Canada". Pernottavo sotto gli abeti nello stesso luogo dove, trentaquattro anni dopo, sarebbe sorto l'Osservatorio Astronomico e non solo... (...) Sogno e realtà erano per me orizzonti immensi, sconfinati: le Stelle e l'Universo divennero negli anni messaggeri del Creato dentro il quale si svolge il mistero della nostra origine e del nostro destino. Oggi sulla Vetta Paradiso di Capo dei Fiori la tecnologia avanzata e l'analisi digitale rendono possibile l'osservazione con il computer di oggetti un tempo nemmeno ipotizzabili.

(...) Il 20 settembre 1956 nasceva a Varese l'Associazione Astronomica Dilettanti Varese. Il sindaco Lino Oldrini, tra gli uomini politici fu il primo a ritenere fondata l'ipotesi e l'impegno a realizzare sulla Vetta Paradiso un centro popolare divulgativo di Scienze della Natura a favore dell'utilizzo del "tempo libero dei giovani". Erano gli anni di "gioventù bruciata" e delle inquietanti trasformazioni della civiltà dei consumi. Si profilava incipiente la devastazione ambientale a livello mondiale.
(...) Il 5 ottobre 1957 sul pratone di Sangallo osservammo il primo satellite artificiale lanciato nello spazio dai russi: sputnik.
(Altra coincidenza: il primo satellite artificiale della Terra sal“ nel cielo il 4 ottobre, giorno della festa di San Francesco; come va pure ricordato che i razzi che portarono nello spazio quel primo sputnik e poi, nel 1961, la navetta spaziale con a bordo Yuri Gagarin, furono costruiti sulla base dei calcoli di Andrej Sacharov.)

(...) Domenica 27 ottobre 1957 il sindaco Lino Oldrini dichiarò: "Presto Varese avrà il suo Osservatorio; metteremo a sua disposizione i tecnici comunali per stendere un progetto.(...) Caro Furia, lei ha un grande carisma, sono certo che troverà terreno e finanziamento."(...) Il 3 giugno 1960 giunsero due notizie: una dal signor Sai Vita, già desideroso di finanziare la costruzione dell'Osservatorio di Vetta Paradiso, che aveva deciso di depositare la somma necessaria, l'altra del prof. Zagar che mi proponeva di seguirlo a Cape Canaveral dove la NASA mi avrebbe offerto un posto di selenografo (esperto della superficie lunare) proprio per la ricerca dei siti di allunaggio. Naturalmente rinunciai alla missione USA a favore di Campo dei Fiori. La cosa non fu gradita in diversi ambienti scientifici e in quello famigliare. L'incarico sarebbe stato prestigioso anche per il nostro Paese.

(...) Nel 1961 Italia Nostra presentava alla "Mostra Nazionale Italia da Salvare" il mio primo progetto di formazione di un parco intercomunale che comprendesse tutti i Comuni gravitanti sul massiccio del Campo dei Fiori e che doveva divenire baricentro di un più vasto orizzonte protettivo di aree notevoli sotto il profilo vegetazionistico e paesaggistico.(...) Il 13 febbraio 1963 si costituiva la Società Astronomica "G.V.Schiaparelli". Nel suo Statuto ho trasfuso la più nobile finalità: creare un ponte di comprensione tra la scienza e il popolo, fornire ai giovani gli strumenti e i luoghi dove impegnare il proprio tempo libero in attività di studio, di ricerca, di lavoro e di rispetto per le opere della natura.

(...) Il 13 luglio 1963, a Vetta Paradiso, sotto quegli abeti che mi avevano visto solitario viandante in una fredda sera d'autunno del 1940, avvenne un altro incontro ormai storico per la Cittadella di Scienze della Natura, quello con la signora Sofia Zambeletti, proprietaria di quei boschi, per realizzare un parco che custodisse un giardino per la diffusione e la tutela della flora del Campo dei Fiori, nonché la realizzazione di un Centro Studi Botanici e di una serra fredda di acclimatazione.

(...) Ai miei "giovani" l'incoraggiamento a progredire e a confrontarsi con la Società civile che cambia. Perché con coraggio e con speranza tramandino ai giovani che non conosciamo, ma che esistono nel nostro futuro, l'esortazione a diffondere l'amore per la ricerca della Verità.



CARTINA

Sul punto più alto del dorsale del Campo dei Fiori, Vetta Paradiso, è situata "La Cittadella di Scienze della Natura", fondata dal professor Furia.
Riunisce e svolge attività astronomiche, ambientali, botaniche e geofisiche, attraverso i vari organismi che la compongono: l'Osservatorio Astronomico "G.V. Schiaparelli" (costruito nel 1963, che svetta con un orizzonte libero per 360° sulla sommità del Campo dei Fiori); il Parco comunale "L. e M. Zambeletti"; il Giardino botanico "Ruggero Tomaselli"; il Centro Geofisico Prealpino.

Su questo importante centro scientifico,
fondato e diretto dallo scienziato professor Salvatore Furia,
patrocinatore dei "Giardini di frate Sole",
é possibile consultare il sito www.astrogeo.va.it

CARTINA SENTIERO E-1

Sentiero Europeo E-1
Il Sentiero Europeo E-1 è costituito dal percorso internazionale che, partendo dall'estremità settentrionale del nostro continente, presso Capo Nord in Norvegia, lo attraversa interamente, raggiungendone l'estremità meridionale a Capo Passero in Sicilia (Sicilia, patria del professor Furia).

Il Sentiero Europeo E-1 attraversa la Norvegia, la Svezia, la Danimarca, la Germania, la Svizzera e l'Italia, per una lunghezza di 4.900 chilometri. Esso transita pure nel Parco regionale della Lombardia "Campo dei Fiori", passando sotto la Cittadella della Scienza e della Natura; quindi prosegue nella valle del Ticino, sotto il Lago Maggiore, verso il Sud.



foto di Hartmut Eckstein
(clicca sulle immagini per ingrandirle)