Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so le laude, la gloria e l'onore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano
et nullu omu ene dignu Te mentovare.

Laudato si, mi Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo quale jorna, et illumini per lui;
et ellu è bellu e radiante cum grande splendore;
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si, mi Signore, per sora luna e le stelle;
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si, mi Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per le quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si, mi Signore, per sor'acqua,
la quale è molto utile, et humele, et pretiosa et casta.

Laudato si, mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bellu, et jucundo, et robustoso et forte.

Laudato si, mi Signore, per sora nostra madre terra,
la quale ne sustenta e governa,
e produce diversi fructi, con coloriti fiori et herba.

Laudate et benedicete mi Signore, e reingratiate,
e serviteli cum grande humilitate.


Chiara gli aveva fatto costruire un capanno nell'orto di San Damiano, e lì, dopo cinquanta notti insonni per il dolore, dopo un'altra notte straziante, Francesco, ormai quasi cieco, che non si reggeva più in piedi, a cui le voci e i rumori davano spasimi, all'alba chiamò i suoi frati, e come in rapimento insegnò loro a cantare: Altissimu, onnipotente, bon Signore... Laudato si, mi Signore, cum tucte le tue creature...
Il Cantico di frate Sole, la più bella preghiera poetica che fu mai composta. Era l'aprile del 1225. Nel giugno dello stesso anno egli aggiunse la strofa del "perdono". L'ultima strofa, dedicata a "sora nostra morte corporale", fu composta durante la sua ultima notte, il 3 ottobre 1226. Francesco, ormai in agonia, completò così quello che si chiamò poi il Cantico delle Creature. Anche in quell'ultima notte, chiese a frate Leone e ai suoi fratelli di cantarlo per lui (con la melodia da lui stesso composta), come aveva usato ogni volta che il male lo aggrediva con maggiore intensità.