|  Il 29 novembre 2003 inizierà l’anno del 25° anniversario della proclamazione di San Francesco “patrono dei cultori dell’ecologia” (v. Francesco “patrono dei cultori dell’ecologia”), che finirà il 29 novembre 2004. Il 29 novembre 1223 papa Onorio III approvò nel 1223 la Regola bollata dell’Ordine, e per questo il 29 novembre diventò anche la festa ufficiale di tutti i Santi francescani. Pro Mundo e padre Mizzi desiderano dare il massimo rilievo a questo anniversario, con l’aiuto degli amici e delle associazioni che operano a favore della natura. (La sorte ha poi voluto che a Milano, proprio nei giorni successivi, dall’1 al 12 dicembre, si svolga il congresso ecologico mondiale COP 9, organizzato dall’ONU, che dovrà essere il seguito di quello di Kyoto che diede vita al celebre “protocollo di Kyoto”.) Il 29 novembre Padre Mizzi, dinanzi al TAU e alle “tavolette” dei messaggi che i leaders spirituali delle varie fedi hanno voluto inviare per i “Giardini di frate Sole” augurerà al mondo, come discepolo di Francesco, che questo congresso internazionale possa portare nuova saggezza agli uomini e un loro nuovo rapporto con il creato, e con esso una rinnovata speranza per il futuro. Sarà anche un’occasione per ricordare che la natura (e perciò anche il dovere della sua salvaguardia) non vive solo nei mesi primaverili ed estivi, ma pure in quelli autunnali e invernali, quando ai nostri antipodi iniziano la primavera e l’estate. Sarà come se volessimo festeggiare con l’altra metà del globo l’inizio del ciclo della primavera e della vita: per ricordare che la Terra vive sempre insieme, nei suoi due emisferi, la rinascita annuale della natura e dei suoi abitatori.
Vi sarà un motivo in più di attenzione, per i cristiani: il giorno seguente, 30 novembre, sarà la prima domenica d’Avvento; e tutti potranno ricordare che per il Natale del 1223, 780 anni fa, a Greccio, San Francesco ideò e volle con ogni forza realizzare il primo Presepio vivente della storia, e ne visse tutti i momenti “raggiante di letizia”. “Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello.” (Celano, Vita Prima, 84) In seguito questo avvenimento portò miracoli agli animali, alle partorienti, a uomini e donne malati, come possiamo leggere nelle pagine tratte dalle “Fonti francescane” che ricordano questo episodio. Oggi, a due chilometri a nord di Greccio, sulle pendici del monte San Francesco locale, sorge un celebre santuario, in mezzo a una foresta dove il santo passò il Natale del 1223. In ricordo di questo grande avvenimento, che ha segnato la storia e le abitudini della Cristianità, noi vorremmo dare ulteriore significato ai Giardini di frate Sole con un Presepio speciale, formato solo da un piccolo Gesù Bambino su di un grande giaciglio di fieno, posto ai piedi del TAU col sole. Oggi, nel III Millennio supercivilizzato, il Presepio viene allestito in mille modi, ricchi e poveri, affollato da personaggi di ogni genere. E tuttavia in altre parti del mondo, usate da molti solo come viaggi da raccontare, molti bambini non hanno neanche la fortuna di nascere in una stalla di fieno, e muoiono così come nascono, come vite senza peso, come anime senza luce. E sono ancora quasi venti le nazioni del mondo dove la vita media, oggi, è racchiusa fra i 38 e i 44 anni – l’età in cui morì San Francesco, otto secoli fa. Questo umile Presepio vorrà perciò ricordare l’ignobile condizione in cui vedono la luce – o piuttosto l’eterno buio – questi bambini di terre lontane, dimenticati dal furore natalizio del mondo benestante. Durante la cerimonia del 29 novembre, verrà perciò benedetto anche questo umile e povero Presepio. Verranno ricordati anche questi neonati, che fanno parte anch’essi di quel Creato che si dovrebbe salvaguardare. Verrà portato un “Gesù Bambino” da Greccio, dove 780 anni fa si costruì il primo Presepio, benedetto dal padre Custode di quel Convento francescano. Il bambino verrà posato con cura sul fieno, davanti al TAU, su questo monte sinora dimenticato; e là resterà, senza figure che lo sorveglino, amato soltanto dalla circostante natura, protetto dagli alberi e dagli animali del bosco, forse osservato nella notte, da lontano, da quella grossa nebulosa visibile a occhio nudo che ricevette un giorno il nome di Presepio, e che fu uno dei primi oggetti celesti contemplati col cannocchiale da Galileo Galilei (il terziario Galileo, sepolto nella basilica dei Conventuali in Santa Croce a Firenze).
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