  seconda parte
Nel 1887 inventò la balistite, la prima delle polveri senza fumo a base di nitroglicerina, da lui definita un deterrente di micidiale pericolosità Era sua precisa convinzione che la realizzazione di armi micidiali sarebbe servita a rendere impensabile e impossibile una guerra. Ebbe tuttavia in quel periodo la sgradita sorpresa di vedere il governo francese scegliere un suo concittadino per la fornitura di un prodotto simile. Allora egli offrì nel 1889 lo sfruttamento della balistite al governo italiano, e ingrandì lo stabilimento di Avigliana (dove, con gesto di esemplare umiltà, fin dal '79 aveva fatto porre il busto dell'italiano Sobrero, che lo aveva preceduto negli studi sulla nitroglicerina). Amareggiato con la Francia, si trasferì a San Remo, in una villa sul lungomare in cui costruì anche il suo laboratorio e in cui avrebbe trascorso gli ultimi anni della sua vita, togliendosi pure dalla direzione dei suoi commerci.
Tutta questa quasi tumultuosa attività fu il frutto dell'intenso lavoro da lui condotto nei principali laboratori da lui creati a Krummel, Parigi, Ardeer (Scozia), Sanremo, come poi, negli ultimi anni, a Bofors (Svezia). La sua mente di inventore fu però prolifica anche in altri settori della chimica, come nello sviluppo di svariati materiali sintetici, inclusi cuoio e gomma; e nell'ideazione di nuovi metodi di sistemi d'allarme, telecomunicazioni, etc. Alfred Nobel riuscì infine ad essere il titolare di ben 355 brevetti. Nello stesso tempo Nobel dirigeva la rapida applicazione industriale delle sue invenzioni, creando circa novanta imprese e fabbriche in una ventina di paesi, sparsi nei cinque continenti. Pioniere ed anticipatore delle compagnie multinazionali, egli assisteva cos“ allo sviluppo delle sue industrie su scala mondiale: questa sarebbe stata la sorgente di quella fortuna che, tramite i premi da lui istituiti nel testamento, è ora al servizio del progresso dell'umanità.
Ancor oggi molte delle più importanti imprese chimiche, in diversi paesi, hanno la loro origine in società create da Alfred Nobel. Altra importante fonte di ricchezza era rappresentata dalla collaborazione di Nobel con quei notevoli uomini d'affari che erano i suoi fratelli, Robert e Ludwig, restati in Russia, che dirigevano con successo le attività lasciatevi dal padre e, più tardi, i lavori di sfruttamento dei campi petroliferi di Baku. Nobel considerava la propria impegnativa attività industriale come un ostacolo al lavoro di ricerca scientifica, ed al tempo stesso come una necessità, per non privarsi del beneficio economico che le sue invenzioni gli portavano. La grandezza di Nobel è senza dubbio da attribuirsi alla coesistenza in lui di due personalità: quella di scienziato ed inventore dallo spirito penetrante e quella di uomo d'affari a livello internazionale, avveduto e perspicace, con una punta di idealismo e di congenito scetticismo.
 >>terza parte
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